Il talento della malattia
Una storia di rinascita, un inno alla vita
GIOVEDÌ 9 OTTOBRE 2025
Emozioni in Rosa per IMperfect
Presentano
“Il talento della malattia”
Una storia di rinascita, un inno alla vita
di Paola Albini e Natalia Piana dell’Academy della Fondazione Franco Albini
Orario 20:30
Presso Cinema Teatro Chiasso - Via Dante Alighieri 3b
Emozioni in Rosa per IMperfect è la manifestazione organizzata da Soroptimist International Club Mendrisiotto e da IMperfect con il Patrocinio del Comune di Chiasso che ha come tema principale la sensibilizzazione e la prevenzione legata alla lotta contro il tumore al seno. Il ricavato va interamente in beneficenza agli enti organizzatori per le loro missioni. Lo spettacolo inizierà con una meditazione gentile guidata da Susana Tavares per poi lasciare spazio alla pièce teatrale “Il talento della malattia” di Paola Albini e Natalia Piana dell’Academy della Fondazione Franco Albini.
La conduzione sarà a cura di Sara Bellini, giornalista e presentatrice di TeleTicino.
Murale a Chiasso di Andrea Ravo Mattoni
Siamo partner della terza edizione di Urban Art Chiasso.
Grazie al Comune di Chiasso un murale rappresenterà proprio nel centro della città il messaggio di IMPERFECT.
Andrea Ravo Mattoni, artista noto per portare i grandi capolavori della storia dell'arte nello spazio urbano, affronterà nel suo lavoro il tema della malattia e della rinascita.
Un’iconica opera del passato, manifesto di un ideale universale di perfezione femminile, si apriraÌ€ a una nuova interpretazione, attraverso la metafora del kintsugi l’antica pratica giapponese che ricompone le fratture con l’oro.
Un invito a riflettere sulla resilienza, sulla solidarietà e sulla forza silenziosa di chi affronta il tumore al seno.
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SCOPRILO IN CORSO SAN GOTTARDO 109, CHIASSO
Nel silenzio della conchiglia,
la forza della rinascita.
Andrea Ravo Mattoni Spray su muro 2025
In questa reinterpretazione della Nascita di Venere, la figura femminile si staglia sola, potente, al centro di uno spazio svuotato, privo dei personaggi che tradizionalmente la accompagnano.
È un vuoto che non parla di assenza, ma di resistenza. È lo spazio del coraggio, della solitudine trasformata in forza, della malattia attraversata con dignità.
La conchiglia che la sostiene — fragile involucro, rifugio simbolico, anima visibile — porta su di sé le ferite del tempo. Crepe che non sono state nascoste, ma ricucite con l’oro, secondo l’antica pratica giapponese del kintsugi.
Una pratica che non cela la rottura, ma la sublima, rendendola parte
integrante della bellezza e della storia dell’oggetto. Così come le cicatrici lasciate dalla malattia possono diventare segni di luce, non di perdita, ma di trasformazione.
Questa Venere non nasce solo dalle acque, ma dalla lotta. E nel vuoto che la circonda si apre la possibilità di accogliere: ogni persona che ha attraversato la sofferenza, ogni voce che si unisce alla sua, ogni gesto di solidarietà. Ed è proprio lo spettatore, con il proprio sguardo, a colmare questo vuoto.
È chi osserva che completa l’immagine, che si riflette in essa, che offre presenza, vicinanza, umanità.
Nel cuore del suo sguardo, e nell’oro che sutura la conchiglia, vibra una verità semplice e profonda:
la bellezza non è intatta, è vissuta. E nel suo silenzio, ci chiama a esserci.




